Alda Merini, vita e parole di una poetessa che fa sognare

Alda Merini, una donna e poetessa che parla alla vita e apre le porte alla saggezza, ha raccontato nelle poesie la vita facendo sognare milioni di persone. L’amata poetessa milanese, morta nel 2009 a 78 anni, ha lasciato un ricordo e un bagaglio di saggezza inestimabile.

Spinta da Giacinto Spagnoletti, suo vero scopritore, esordisce come autrice alla tenera età di quindici anni. Spagnoletti sarà il primo a pubblicare un suo lavoro, nel 1950: nella “Antologia della poesia italiana 1909-1949” compaiono le sue poesie “Il gobbo” e “Luce”. Nel 1947 incontra quelle che definirà come “prime ombre della sua mente”: viene internata per un mese all’ospedale psichiatrico di Villa Turno.

Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l’editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in “Poetesse del Novecento”. Nel 1953 si sposò con Ettore Carniti, che aveva la proprietà di alcune panetterie milanesi. Con l’editore Giovanni Schwarz pubblicò negli anni seguenti varie raccolte di poesie e un suo lavoro in prosa, La pazza della porta accanto per Bompiani. In quel periodo ebbe la prima figlia, Emanuela.

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Dopo la morte del marito, negli anni Ottanta Alda Merini si trasferì a Taranto dove si sposò con il poeta Michele Perri, ex medico che si prese cura di lei. Tornò a Milano nel 1986, dopo un altro difficile ricovero all’ospedale psichiatrico di Taranto, e riprese a scrivere con maggiore continuità pubblicando, tra gli altri, l’opera in prosa L’altra verità. Diario di una diversa.

Ricordiamo che molte sono state le opere che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria del mondo. Amata e premiata in vita, Alda però era troppo distratta dal senso dalla vita stessa per assaporarne il nettare. La sua memoria pian piano è diventa sempre più viva e la sua generosa produzione sempre più attuale. Le sue parole vivono in noi e respirano con noi.

“La vita non ha senso. Anzi è la vita che ti dà un senso. Sempre che noi la lasciamo parlare. Perché prima dei poeti parla la vita. Il poeta soffre molto di più, ma ha una dignità che non si difende neanche. È bello accettare anche il male. Una delle prerogative del poeta, che è stata un po’ anche la mia, è non discutere mai da che parte venisse il male, lo ho accettato ed è diventato un vestito incandescente, è diventato poesia. Ecco, il cambiamento della materia che diventa fuoco, fuoco d’amore per gli altri, anche per chi ti ha insultato”… Con queste parole Alda fece riflettere per la prima volta sul piccolo schermo milioni di telespettatori che ascoltarono le sue preziose riflessione sul senso della vita.

…La vita non ha senso, anzi è la vita che ci da un senso, sempre che noi la lasciamo parlare, perchè prima dei poeti parla la vita. Dobbiamo ascoltarla la vita…

Ricordiamo che la poetessa  Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano, in una famiglia di condizioni economiche modeste.  Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche in occasione della seconda edizione dell’Antologia dello Spagnoletti: “ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: … perché lo studio fu sempre una mia parte vitale” Continua…

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Author: Se red

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