Cucinare dolci per gli altri fa bene alla salute. Ecco il motivo

Alla base c’è un vero e proprio atto di generosità e non solo. Sfornare dolci per gli altri contribuisce a creare un senso di benessere generale e non solo, fa anche bene alla salute. Ma come mai?

Secondo le ultime ricerche in materia, pare proprio che cucinare dolci soprattutto quando è fatto per altri, può nascondere anche un mucchio di benefici psicologici.

Donna Pincus, professoressa associata di psicologia e neuroscienza alla Boston University, spiega che esistono tantissime pubblicazioni che parlano della connessione tra espressione creativa e benessere generale.

“Che sia la pittura, la musica (o i dolci) c’è una diminuzione dello stress derivante dall’avere uno sfogo e un modo per esprimersi”.

Cucinare dolci significa pensare ‘passo dopo passo’ e seguire i dettagli del presente, ma significa anche pensare alla ricetta nel suo insieme, al piatto nel suo insieme, a cosa servirà, a chi sarà destinato, al momento in cui verrà condiviso, quindi è un ottimo modo per esercitare l’equilibrio tra il momento presente e il quadro generale”.

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Inoltre da un recente studio condotto da studiosi internazionali provenienti dall’università di Monash in Australia e da Taiwan, è emerso anche che il solo cucinare e mangiare sono azioni che fanno bene alla nostra salute e permettono di vivere più a lungo.

Lo studio, pubblicato poi su Public Health Nutrition, è durato la bellezza di 10 anni e si è svolto grazie ad un gruppo di 2000 anziani taiwanesi dall’età sopra i 65 anni.

Dallo studio, peraltro, è emerso anche che molto più spesso erano le donne, sposate e non, che cucinavano per il proprio marito o per altri membri della famiglia. E, dunque, dallo studio si è notato che proprio le donne sono quelle che vivono di più.

Durante lo studio dei dati i ricercatori hanno potuto verificare che il 43% dei partecipanti non cucinava, mentre il 17% si occupava di mettersi ai fornelli 1-2 volte a settimana, il 9% si occupava della cucina dalle 3 a 5 volte, mentre il 31% cucinava fino a 5 volte. E dopo tutto questo è emerso proprio che chi passava più ore in cucinava poi di fatto stava meglio.

Al pari del lavoro a maglia, cucinare è un modo ideale per praticare la mindfulness al fine di combattere l’ansia e massimizzare la felicità. «Cucinare, in realtà, richiede molta attenzione.

Bisogna muoversi tra misurare gli ingredienti, lavorare la pasta, calcolare i tempi di cottura. È necessario concentrarsi sull’olfatto e sul gusto, per essere presenti a quello che si sta realizzando e proprio quest’atto di consapevolezza può contribuire a ridurre lo stress», aggiunge anchora l’esperta Pincus.

Pare quindi che si tratti di una vera e pura forma di altruismo che contribuisce al proprio senso generale di benessere, ma permette anche di sentire di aver fatto qualcosa di buono per gli altri, che dà senso alla vita e allo stare con le persone.

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Author: Se red

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