De Crescenzo: 'Vi dico perché non conviene innamorarsi'

L’amore, quel sentimento che tutto può smuovere e e che fa sognare, ah l’amore…

Peccato che Luciano De Crescenzo, lo scrittore, regista, attore e conduttore televisivo italiano, ha affermato in una sua recente intervista, che il più delle volte ‘non conviene innamorarsi’ per alcuni validi motivi. “Continuo a dire, a costo di ripetermi, che innamorarsi non conviene. In ogni relazione amorosa, infatti, c’è sempre uno che soffre e l’altro che si annoia, e questo perché l’amore inizia contemporaneamente per poi finire in tempi diversi. Meglio allora l’amicizia: quella vera, dura più a lungo e cresce con il passare degli anni”. Parole forti quelle di De Crescenzo, che però potrebbero far riflettere.

“Penso – continua De Crescenzo – che una volta era facile dire: «Ti amerò per tutta la vita», perché la vita durava di meno. Oggi, invece, chi se la prende una responsabilità simile? Direte voi: «Cominciamo bene!». Vabbè, è vero, ci sono coppie che restano insieme anche fino alla morte. Sono poche, ma esistono”.

“Secondo le statistiche, a ognuno di noi, in media, toccano tre grandi amori: uno verso i sedici, uno nella maturità e uno, purtroppo, quando si è anziani. L’amore è un’energia che alimenta il nostro corpo e la nostra anima, e ci consente nel confronto con l’altro di crescere, affinando la nostra individualità. «Cogito ergo sum» sosteneva Cartesio. Ovvero, penso dunque sono. «Amo ergo sum» dico io. Amo, ed è grazie a questo amore che «sono»”.

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I rapporti d’amore sono una cosa a dir poco complicata. Amare qualcuno è una vera propria arte, e in alcuni casi richiede un impegno degno di uno stratega. Se pensate che io stia esagerando, leggete L’arte di amare di Ovidio. Per questo, ispirato proprio dal poeta, cronista degli intrighi amorosi della prima Roma imperiale, tra un capitolo e l’altro ho riportato brevemente i suoi consigli pratici su come tener viva la relazione amorosa”.

In ultimo l’artista dice che nelle sue pagine, infatti, in un certo senso, si perde quel carattere civico, educativo e spirituale attribuito dagli antichi Greci all’amore, per dare spazio all’aspetto sensuale.

“Secondo Ovidio, per quanto sia bello condividere la propria esistenza con un’altra persona, da questa unione possono derivare degli effetti collaterali. Può capitare di essere sopraffatti dal desiderio di libertà, dal voler proteggere la propria sfera intima. Insomma, ci sono momenti della vita in cui la nostra individualità e le nostre esigenze personali hanno il sopravvento sulle necessità di chi amiamo. Ciò accade perché in ognuno di noi convivono sia sentimenti d’amore sia di libertà: quando ci si ritrova soli, si sente il desiderio dell’altro, ma quando la presenza del partner inizia a essere un po’ ingombrante, allora scatta in noi il desiderio di ritrovare i nostri spazi. Insomma, in poche parole, di essere lasciati in pace”.

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Author: Se red

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